Ortopedia web Roma il sito di riferimento per la chirurgia ortopedica, la protesi dell' anca, le patologie di anca e ginocchio, la terapia, la riabilitazione.

La displasia congenita dell’anca

TRATTAMENTO DEGLI ESITI DELLA DISPLASIA ANCA

Una volta effettuata la diagnosi di displasia dell’anca, il vostro ortopedico vi può consigliare il trattamento adeguato. La displasia dell’anca è molto variabile e la decisione va presa da caso a caso. Spesso, quando diviene sintomatica questo significa che l’errata distribuzione del carico ha già iniziato a creare un danno articolare. In questo caso bisogna prendere delle decisioni.

Una possibilità è quella di rallentare l’attività del paziente, abbandonare completamente le attività sportive che non siano il nuoto e gli sport fuori carico, sperare di ridurre i sintomi e ritardare la comparsa dell’artrosi.

Un altro approccio può essere quello chirurgico. Questo tipo di trattamento consiste nella esecuzione di una o più osteotomie. Con il termine di osteotomia si descrive la procedura con la quale il chirurgo ortopedico crea una frattura dell’osso deforme e poi la fissa in una nuova posizione corretta dal punto di vista meccanico. Essendo la displasia una deformità che sovente interessa sia il versante acetabolare che quello femorale è possibile che si rendano necessarie 2 osteotomie, una femorale ed una acetabolare. In realtà, la maggior parte dei casi viene trattata con una singola osteotomia acetabolare o femorale.

Esistono molti tipi di osteotomia, a seguire alcuni esempi di trattamento con osteotomia.

Schema di osteotomia acetabolare

Schema di osteotomia acetabolare

Schema di osteotomia acetabolare e femorale

Schema di osteotomia acetabolare e femorale

 

Nella decisione se affrontare o meno una osteotomia la prima cosa da ricordare è la estrema severità che bisogna adottare nel porre l’indicazione:

1)   È essenziale che il paziente non abbia già sviluppato una artrosi. In questo caso la durata del beneficio potrebbe essere nulla o comunque molto limitata.

2)   È essenziale che il paziente sia informato del tipo di intervento e di quali sono i benefici ed i limiti,  della speranza o meno di evitare una futura protesi, della capacità o meno di svolgere sport dopo l’osteotomia, etc

3)   È importante che il paziente non sia in sovrappeso.

4)   È importante comprendere che non sono interventi che si possono posporre più di tanto. Si può decidere di non eseguirli, ma, se si decide invece di procedere ad una osteotomia, il requisito essenziale è che l’articolazione sia priva di danni articolari. Altrimenti, come detto, si rischia di affrontare una grosso intervento senza alcun beneficio.

Da una quindicina di anni è stata sviluppata una tecnica molto sofisticata di riallineamento dell’acetabolo che prende il nome di PAO o meglio osteotomia periacetabolare. Nella osteotomia periacetabolare, senza interrompere la circolarità del bacino o la continuità della superficie articolare, si eseguono delle sezioni ossee attorno all’acetabolo, staccandolo completamente dal bacino. Il frammento di acetabolo viene quindi traslato e riorientato in modo che la  cavità acetabolare sia nella posizione corretta fissandola poi con viti e fili metallici.

Questa tecnica, di alta specializzazione chirurgica, fornisce in mani esperte, ottimi risultati clinici, radiografici e funzionali.

 

PAO

PAO

 

 

Anca patologie Ortopedia web Roma

Torna su